Un giorno mi capitò casualmente di imbattermi in una foto che raffigurava un campo racchiuso da filo spinato, e su di esso c’era disegnato un pentagramma musicale con tanto di note e di chiave musicale, il tutto sullo sfondo di un vivace tramonto con sfumature rosa.
quest’immagine, che come tutte le cose autenticamente belle, se ne stava nascosta agli occhi dei più, tra migliaia di altre immagini.
Io ho una particolarità: sono tremendamente smemorata, e mi capita di dimenticare spesso cose più o meno importanti che invece dovrebbero essere al primo posto nella mia “lista delle cose da ricordare” mentale. Tuttavia, la mia memoria, che rivendica il diritto di avere dei gusti, non sgarra se qualcosa mi colpisce appena la vedo. Se un qualunque particolare si insinua nel mio cuore o nel mio cervello, posso stare certa che difficilmente se ne andrà. Ed ecco che succede : quel qualcosa diventa mio, spesso senza averne la benché minima coscienza.
Penso di poter far rientrare questa immagine nella categoria “Mi ha colpito”.
Perché?
Perché qualcuno ha deciso di vedere in quel filo spinato un pentagramma. E ci ha disegnato le note di una melodia, che leggiadre si susseguono armoniosamente. Ci sarà sempre il nostro personale filo spinato nella vita, che con la durezza dei suoi lacci metallici ci ricorderà continuamente i nostri limiti, le nostre difficoltà, le nostre inquietudini. E spesso, non saremo noi a decidere quanto alto, e doloroso sarà. Resteremo semplicemente a contemplarlo nella maestosità del dolore che emana, disperandoci, sognando di oltrepassarlo, per poter finalmente assaporare la gioia della libertà.
Trasformare un filo spinato in pentagramma non è una scelta facile, perché significa decidere che nulla potrà imbrigliare il nostro Io. Che di fronte a ogni difficoltà, saremo in grado di trasformare una prigione in un’occasione.
Un’occasione per crescere, per evolverci, per conoscere. Un’occasione di libertà. La forza che ci nascerà da dentro, andrà di pari passo con la fantasia e con l’immaginazione, perché saranno esse a permetterci di scovare dentro quell’Io sconfinato che sta dentro di noi, la forza per non fermarci ai limiti del filo spinato.
E’ buttarsi nell’avventura del difficile: per natura siamo portati a scegliere la strada più facile. E dinnanzi alle difficoltà questa scelta del facile si traduce spesso nella resa, nell’alzare le mani ed accettare la sconfitta. Ma la resa spesso ci preclude qualcos’altro: le infinite possibilità che possono nascere da un’anima spezzata che decide di rialzarsi. Combattere non significa escludere a priori di poter perdere, ma far valere ciò in cui crediamo sopra ogni difficoltà perché lo riteniamo più importante di una possibile sconfitta.
Potremo sorprenderci nel constatare quali nuovi percorsi si aprono davanti a noi… percorsi che forse non avremmo mai scrutato se non avessimo deciso di affrontare la vita.
Paradossalmente, sta a noi scegliere di trasformare la prigione in libertà… Perché si tratta di cambiare punto di vista:
filo spinato o pentagramma?
Io ho scelto il pentagramma .... e voi cosa scegliete?????
Vi aspetto qui
ciao da Valeria